Il botta e risposta tra Italia e Spagna sui controlli di frontiera ha riportato al centro del dibattito europeo la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo. La pressione registrata a fine luglio a Ceuta, dove si sono concentrati almeno 70 mila arrivi contemporanei nella città autonoma iberica in Nord Africa, ha innescato una serie di decisioni reciproche che hanno alzato il livello di tensione tra i due Paesi, mentre Bruxelles richiama alla necessità di considerare queste misure come temporanee.

Italia e Spagna, scontro sui controlli di frontiera

Dopo la decisione del Governo italiano di sospendere dal primo agosto l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, Madrid ha risposto ripristinando i controlli alle frontiere sui collegamenti aerei e marittimi con l’Italia. Dall’8 agosto, e fino al 7 settembre, sono quindi scattate le verifiche dei documenti per i passeggeri in arrivo dall’Italia nei porti e negli aeroporti spagnoli.

I controlli, effettuati a campione, hanno riguardato ieri circa il 15 per cento dei viaggiatori e non hanno provocato disagi. Il ministero dell’Interno spagnolo ha spiegato che la misura serve a monitorare l’evolversi della pressione migratoria nel Mediterraneo, in particolare quella che interessa la Repubblica Italiana. Per il ministero degli Affari esteri italiano, invece, si tratta di una misura di ritorsione del Governo Sánchez.

Ceuta riaccende la pressione migratoria nel Mediterraneo

La nuova frizione tra Roma e Madrid nasce dalla forte pressione migratoria registrata a fine luglio a Ceuta. Il ministro Antonio Tajani, in un’intervista, ha difeso la scelta italiana di sospendere Schengen, sostenendo che a Ceuta sia accaduto qualcosa di straordinario e ricordando che nella zona restano ancora migliaia di migranti sub-sahariani che non possono essere rimpatriati.

Nel frattempo, il ministero italiano degli Esteri ha fatto sapere di aver rafforzato l’assistenza dei consolati e degli uffici rivolta ai connazionali presenti in Spagna o in viaggio, precisando che restano validi i requisiti di ingresso abituali, cioè passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio. Sullo sfondo resta la preoccupazione per la nuova ondata migratoria attesa a Ceuta il 15 agosto, come annunciato dalle autorità spagnole.

Bruxelles richiama alla temporaneità delle misure

Sulla vicenda è intervenuto il commissario Ue per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner, che ha provato a smorzare i toni. In un post su X ha scritto di aver avuto contatti con i ministri dell’Interno spagnolo e italiano, sottolineando che entrambi hanno confermato il carattere temporaneo dei controlli alle frontiere interne. Brunner ha anche richiamato i progressi compiuti nella lotta all’immigrazione clandestina e il valore della fiducia tra gli Stati membri.

Pochi giorni prima, il 4 agosto, i ministri degli Affari interni dell’UE si erano confrontati in videoconferenza sugli sviluppi di Ceuta, esprimendo forte solidarietà alla Spagna e apprezzamento per la rapidità e l’efficacia della risposta delle autorità spagnole. Nel dibattito è emersa anche la necessità di proteggere le frontiere esterne dell’Unione, combattere le reti del traffico di migranti, intensificare i rimpatri e rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi.

A Ceuta resta l’allarme, attesa una nuova ondata

La situazione a Ceuta, però, resta lontana dalla normalità. Ieri il sindaco della città, Juan Jesús Vivas Lara, ha parlato di una situazione insostenibile che richiede una risposta immediata del Governo nazionale. Secondo lui, l’unico rimedio è il ritorno in Marocco, attraverso il confine di Tarajal, di tutte le persone entrate a Ceuta e rimaste in città.

Le cifre restano incerte: per Madrid i migranti ancora da rimpatriare sarebbero tra gli 8 mila e i 10 mila, mentre per l’Associazione marocchina per i diritti umani sarebbero 3500 le persone ancora nascoste tra i quartieri e i boschi attorno all’exclave. L’Ong ha inoltre aggiornato il bilancio dei morti a 141, in gran parte ritrovati in mare su entrambi i versanti della costa.

Nel mezzo dello scontro tra Italia e Spagna, la Commissione europea prova a ricondurre la vicenda entro l’orizzonte della temporaneità e della cooperazione. Ma la pressione migratoria su Ceuta e le misure di controllo sui collegamenti aerei e marittimi mostrano quanto resti fragile l’equilibrio nella gestione delle frontiere europee. Fonte: Vatican News – Leggi l’articolo originale