Finlandia, Svezia e Olanda si aggiungono a Germania, Svizzera e Austria tra i Paesi pronti a effettuare trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia, nel quadro delle nuove regole europee entrate in vigore il 12 giugno. Svezia e Finlandia hanno confermato l’intenzione di proseguire con i trasferimenti, mentre l’Olanda li limiterà ai migranti arrivati dopo quella data. Più articolate le posizioni di Francia e Spagna: Parigi potrebbe non aderire ai trasferimenti, mentre Madrid avrebbe escluso rimpatri verso l’Italia, richiamandosi ai meccanismi europei di solidarietà.
La questione ha riacceso lo scontro politico interno. Elly Schlein, Giuseppe Conte e Matteo Renzi accusano il governo Meloni di aver ottenuto un risultato controproducente, definendo rispettivamente la situazione un «boomerang», uno «show» dannoso e un «autogol». Fratelli d’Italia, invece, ridimensiona la portata del fenomeno: Carlo Fidanza parla di numeri esigui e sostiene che per questi trasferimenti continueranno ad applicarsi le disposizioni del regolamento di Dublino.
Il caso evidenzia le prime conseguenze concrete del nuovo quadro europeo sulla gestione dei richiedenti asilo e riporta al centro del confronto il delicato equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà tra gli Stati membri.
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Sintesi a cura di: Maurizio Calo’
