Sette persone sono morte durante una traversata del Mediterraneo centrale su un’imbarcazione partita dalla Libia. I sopravvissuti sono stati soccorsi dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency.

Durante le operazioni di soccorso sono state individuate nella stiva dell’imbarcazione nove persone prive di sensi. Due di loro, in condizioni critiche, sono state evacuate per ricevere cure urgenti. Per le altre sette non c’era più nulla da fare.

L’intervento è avvenuto il 17 agosto in acque internazionali nella zona SAR libica. L’imbarcazione di legno, sovraffollata, era partita all’alba del giorno precedente da Zuwara, sulla costa libica. Le persone a bordo erano originarie principalmente della Somalia e dell’Egitto.

Dopo le due evacuazioni mediche, 48 persone soccorse sono arrivate con la Life Support nel porto di Bari.

Tra le persone soccorse figurano 31 minori stranieri non accompagnati, secondo il dato aggiornato diffuso da Emergency dopo lo sbarco a Bari. La loro presenza richiama, oltre alla tragedia della traversata, il tema della tutela e della presa in carico dei minorenni che arrivano in Italia senza genitori o altri adulti legalmente responsabili.

Minori stranieri non accompagnati: quale tutela

In Italia i minori stranieri non accompagnati hanno diritto a specifiche forme di protezione e accoglienza. La loro condizione richiede procedure dedicate, dalla prima assistenza e identificazione alla nomina di un tutore e all’inserimento nel sistema di accoglienza previsto per i minorenni.

Il soccorso della Life Support documenta ancora una volta i rischi affrontati dalle persone che percorrono la rotta del Mediterraneo centrale, spesso a bordo di imbarcazioni sovraffollate e inadatte alla navigazione.

Fonti: Emergency; ANSA.

Sintesi a cura di: Maurizio Calo’